Risotto alla Giuseppe Verdi, la storia e gli ingredienti del piatto tipico di Parma

Bentornati al nostro appuntamento mensile con viaggi.cibo.Emilia, un progetto tutto femminile e tutto emiliano scritto a 8 mani.

Il recupero inizia dal racconto!

Ed è proprio questo ciò che ci sta più a cuore: raccontarvi i sapori emiliani e i luoghi di questa splendida terra.

Siamo sempre noi: Alice la parmigiana, Giovanna la reggiana, Giulia la bolognese e Iole la modenese e se non ci conoscete, andate a leggere qui!

Oggi vi porterò ad assaggiare un piatto tipico di Parma. Siete pronti a farvi venire l’acquolina in bocca?

Ho molto a cuore la stagionalità della frutta e della verdura: se la seguissimo, la nostra tavola sarebbe sempre diversa e non ci annoieremmo mai a cucinare e a mangiare. La grande distribuzione ci ha abituati ad avere la maggior parte dei prodotti vegetali in qualsiasi periodo dell’anno. Per contro, ci ha tolto la preziosità dell’attesa di certi prodotti.

Tra i tanti piatti tipici di Parma, ho scelto di farvi conoscere il risotto alla Giuseppe Verdi: ne avete mai sentito parlare? Infatti, tra i suoi ingredienti principali, ci sono gli asparagi, ortaggi che cominciano ad arrivare sulle nostre tavole nel mese di marzo.

La storia del risotto alla Giuseppe Verdi

Il maestro Giuseppe Verdi, nativo di Roncole, in provincia di Parma, era un profondo conoscitore della buona tavola. Non era goloso, ma un cultore della ricchezza gastronomica emiliana, fatta di prodotti artigianali e piatti tradizionali semplici. Per lui, il momento del pasto era una vera opera d’arte.

Molte lettere del maestro e della consorte Giuseppina Strepponi menzionano i prodotti e i piatti della cucina emiliana, soprattutto parmigiana e piacentina.

Era solito inviare prodotti di salumeria e formaggi ai suoi amici più cari. La cucina genuina, fatta dei piatti tipici di Parma e provincia e dei prodotti del territorio, non mancava mai nei pranzi conviviali organizzati nelle sue residenze.

Ma il famoso risotto alla Giuseppe Verdi probabilmente il maestro nemmeno mai lo assaggiò. Infatti fu ideato e a lui dedicato dallo chef francese Henry-Paul Pellaprat. Vennero usati prodotti del territorio amato da Verdi: parmigiano reggiano, prosciutto crudo di Parma, asparagi piacentini e funghi, il tutto arricchito con panna.

Sembra che lo chef francese prese ispirazione dalle parole scritte dalla consorte del Maestro, la quale intrattenne una corrispondenza epistolare con l’impresario dell’Operà di Parigi. Proprio in quelle lettere, Giuseppina Strepponi scrisse gli ingredienti del piatto preferito dal maestro.

Gli ingredienti e la ricetta del piatto tipico di Parma

Il risotto alla Giuseppe Verdi non è complicato da cucinare e da portare in tavola. Sicuramente per la varietà degli ingredienti è un piatto sostanzioso e si può anche modernamente definire “un piatto unico e completo”.

C’è chi al prosciutto crudo, preferisce mettere il Culatello, altro salume tipico della Bassa Parmense.

Siccome ammetto di non sono una grande cuoca, lascio a voi i fornelli e anche la ricetta!

ricetta Risotto alla giuseppe verdi

Presa dal “Ricettario dei Musei del Cibo” di Gonizzi e Grignaffini

Dove mangiare il risotto alla Giuseppe Verdi?

Se vi trovate a Parma a passeggiare per le vie del centro, la maggioranza dei ristoranti propone questo piatti tipico.

Se invece all’ora di pranzo o cena, vi trovate nella zona dell’Oltretorrente, al di là del fiume Parma, vi consiglio di prenotare e fermarvi all’Hostaria da Beppe, un piccolo ristorante di 50 coperti che ormai da più di 20 anni offre risotti da leccarsi i baffi. La sua cucina offre molti piatti tipici del territorio, ma il cavallo di battaglia di Beppe sono proprio i risotti.

L’oste vi proporrà un risotto alla Giuseppe Verdi rivisitato: Beppe infatti sostituisce il Culatello con lo speck. Sicuramente non è un prodotto del territorio, ma lo preferisce perché il piatto risulterà meno salato. Inoltre, aggiunge qualche gamberetto e i funghi utilizzati NON sono funghi secchi.

Quindi se vi sedete ai suoi tavoli, non chiedete o pretendete la ricetta originale, ma siate consapevoli della rivisitazione da parte dello chef.

Per vedere tutto il menù offerto dall’Hostaria da Beppe, leggete qui.

Mi scuso se le foto non sono degne e portano poco onore ad un grande piatto tipico di Parma, ma sappiamo tutti il periodo storico e di grande crisi che stanno vivendo i ristoratori. Con queste foto e grazie al servizio d’asporto, ho sostenuto un’attività che spero possiate trovare quando il turismo riprenderà vita!

Noi vi aspettiamo a Parma e sulle nostre tavole.

E le altre ragazze quali piatti tipici vi faranno assaggiare?

Lo Zabaione di Giovanna

La nostra EmilianaPerPassione ci porta alla scoperta delle origini dello zabaione: dov’è nato e come? 

Lo sapevate che la sua origine è legata ai soldati? Giovanna ci racconterà tutto nel suo articolo!

La Zuppa Imperiale di Giulia

Uno dei piatti tipici bolognesi è la zuppa imperiale: bocconcini preparati con semolino e Parmigiano Reggiano (..e non solo!) tuffati in un ricco brodo di carne!

Prendete carta e penna, Giulia vi darà la vera ricetta bolognese: andate a leggere qui!

I Borlenghi di Iole

Iole ci delizia con i borlenghi, sfoglie sottilissime, nate nel Medioevo e preparate con acqua e farine, ma poi arricchite da cunza (lardo, rosmarino e aglio). 

Iole non solo ci presenterà il piatto tipico modenese, ma ci parlerà anche del Castello di Giuglia, fortemente legato ai borlenghi.

Per saperne di più, non perdetevi sul suo articolo.

 

Segnate in agenda la data di Lunedì 19 Aprile: vi aspettiamo con il prossimo articolo!

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