Antro del Corchia, la grotta nel cuore delle Alpi toscane

Mi piace definire la Toscana, più che una regione, un museo a cielo aperto : quando si parla del suo territorio si pensa a città d’arte come Firenze, ai borghi medievali, al mare della Versilia o alle calette dell’Argentario. Sono pochi i turisti che si spingono ad esplorare la natura montuosa delle Alpi Apuane. Vi porto nelle profondità dell’Antro del Corchia, la grotta naturale più famosa della Toscana.

L’Antro del Corchia, una grotta nel cuore delle Alpi toscane

L’Antro del Corchia è un luogo ancora troppo poco noto per la bellezza che invece ha da offrire. Questa perla seminascosta è l’ambiente ipogeo più grande d’Italia e una delle più estese d’Europa.

La grotta si trova in Toscana, più precisamente a Levigliani, un piccolo borgo costruito sui ripidi pendii delle Alpi Apuane e prende il nome dal Monte Corchia di cui occupa la parte meridionale.

E’ stata scoperta casualmente nel 1840 da un gruppo di persone in cerca di vene da cui poter estrarre il marmo, colpiti da una folata di vento proveniente da un’apertura nella roccia. Dopo la prima spedizione, molti altri coraggiosi speleologi si sono addentrati per andare a scoprire le bellezze nascoste in questo complesso sistema di grotte, arrivando a mappare ben 70 chilometri tra passaggi e pozzi, tra rocce e formazioni di stalattiti.

Stalattiti e Stalagmiti

Alla scoperta della grotta più grande della Toscana 

La visita inizia nella Piazza principale del paese di Levigliani : da qui parte il bus-navetta, organizzato da Corchia Park, che ti lascerà di fronte all’ingresso delle grotte dopo una serie di tornanti.

Le zone di accesso sono più di 20, ma la visita turistica inizia dalla Buca dei Serpenti. Gli ingressi sono piuttosto stretti ed impervi e ciò ha preservato le grotte dall’ingresso dell’uomo o delle altre specie animali nel corso dei millenni: infatti durante le spedizioni non sono state rinvenute tracce di passaggi precedenti.

Inizia la visita 

Varcate le tre porte di ingresso che impediscono la formazione di forti venti, inizia la discesa verso il cuore della grotta. Passeggiamo tra imponenti pareti di roccia che sprofondano in gole. Ci sporgiamo dalla balaustra della passerella e sotto di noi vediamo il vuoto : è impossibile non domandarsi come abbiano fatto i primi speleologi entrati nella grotta a non cadere in queste voragini.

Passiamo in strettoie sotto archi rocciosi che ci costringono ad abbassare la testa, in stretti canali limitate da altissime pareti di dura roccia, scendiamo i gradini che cambiano la lunghezza costringendoci a modificare il passo, spostiamo lo sguardo a sinistra per cercare di vedere la piccola cascata attirati dal rumore dell’acqua, ci riempiamo gli occhi ad ogni passo di questo scenario sotterraneo mutevole, cercando di non fotografare ogni piccolo cambiamento.

Le tappe imperdibili della grotta toscana

La prima vera sosta ci fa ammirare la grandiosa Aquila, un complesso calcareo di stalattiti e stalagmiti che ricorda il reale rapace, soprattutto se osservato dal basso.

Qua e là il paesaggio si apre con piccoli specchi d’acqua torbida, fino a quando la nostra guida Noemi si ferma al Laghetto del Venerdì, scoperto proprio in questo giorno della settimana e destinato a diventare il campo base delle spedizioni.

Passo dopo passo, le formazioni calcaree prendono il posto della roccia color ocra : siamo circondati da speroni, torri calcaree e sovrastati da bianche stalattiti. Siamo nella zona più interna che possiamo visitare.

Laghetto di Venerdì

La grotta delle stalattiti è un ambiente fiabesco : mi fa venire in mente il bianco candore della neve e la sofficità delle nuvole. Dal soffitto sporgono rotondi agglomerati di calcare, gli uni vicini agli altri che mi ricordano i salati pop corn.

Lasciamo questo spazio così candido per ritornare sulla stessa via percorsa all’andata ed arrivare all’uscita. Incontriamo ancora rocce, il Laghetto del Venerdì e l’Aquila, guardandole da una prospettiva diversa, quella del ritorno. Li osserviamo con occhi più attenti e cogliamo dettagli prima perduti.

Stalagmiti Antro del Corchia

Usciti dalla grotta, cerchiamo di immaginare uomini che si calano nella grotta, le loro attrezzature e le difficoltà incontrate : il fuoco della candela che si spegne, l’oscurità, l’umidità, il terreno che si apre a voragine sotto i loro piedi. Ci chiediamo quanta curiosità nell’esplorare luoghi realmente nascosti agli occhi li abbia spinti ad addentrarsi nel cuore della montagna.

Informazioni utili per la visita

Il percorso della visita si snoda per 2 km : a tratti su terreno naturale e per la maggior parte su passerelle metalliche per una durata complessiva di 2 ore (comprese le soste per l’ascolto della guida.)

Lo spazio per i visitatori è limitato, in quanto la larghezza delle passerelle è stata studiata e costruita per adattarsi alle rocce e alle formazioni e limitare l’impatto umano sull’ambiente naturale.

La pedana di acciaio alterna tratti a camminata a tratti di scalini in salita e in discesa : quest’ alternanza rende il percorso mediamente facile.

La temperatura interna costante è di 7 gradi e l’umidità può superare il 90%.

E’ consigliato avere

  • una felpa o un maglioncino
  • scarpe da trekking o scarpette da ginnastica con suola di gomma

per non scivolare sui tratti di terreno naturale più umidi.

Ad eccezione delle brevi soste in cui parla la guida e in cui si possono scattare foto, per gran parte del tempo si cammina o si percorrono i 1800 gradini. Per questo motivo, non percepirete la temperatura così fredda.

La Grotta è visitabile solo in alcuni periodo dell’anno : di conseguenza per controllare i giorni di apertura e per altre informazioni ti consiglio di controllare sul sito ufficiale di Corchia Park.

In Toscana, poco distante dalla grotta dell’Antro del Corchia, non perderti una bellissima escursione sul Monte Forato dove potrai ammirare il mare da un oblò di pietra.