6 borghi abruzzesi da visitare tra storia, natura e buon cibo

L’Abruzzo è una regione che fino all’anno scorso avevo preso poco in considerazione, ma mi ha conquistata e la consiglio spesso. Qui si può trovare il giusto connubio tra storia, natura, arte, relax, sport, mare e monti: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non si trovano le grandi metropoli, ma i borghi abruzzesi hanno talmente tanto da offrire che non ci si annoia: il tempo qui non basta mai!

Scanno, il borgo d’Abruzzo con il lago a forma di cuore

Lo storico borgo di Scanno è spesso associato al lago omonimo, famoso per sembrare a forma di cuore. Esatto, hai capito bene: ho detto “sembrare” perché, in realtà, non ha questa particolare forma. E’ una prospettiva dall’alto del Sentiero del Cuore che lo fa sembrare proprio il perfetto sfondo per una foto romantica. Il sentiero parte dalle rive del lago, è un percorso facile che richiede circa 40-50 minuti di tempo per arrivare al Punto Panoramico. E’ adatto a tutti, ma vi sconsiglio di portare i passeggini.

lago di scanno abruzzo

Abbracciato dai monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Scanno è tra i Borghi più belli d’Italia. E’ anche conosciuto come il “borgo dei fotografi“, perché le sue vie e i suoi abitanti sono stati immortalati dalle macchine fotografiche di famosi fotografi come Henri Cartier-Bresson, l’italiano Marco Giacomelli e la tedesca Hilde Lotz-Bauer.

Tra le tradizioni ancora molto vive nel paese abruzzese, è sicuramente da citare l’arte orafa. Tra le sue vie, troverete numerose botteghe, le cui vetrine espongono varie modelli di presentosa, un gioiello in filigrana d’oro o in metallo. Al centro, possono esserci due cuori uniti oppure un solo cuore. La tradizione vuole che questo monile fosse regalato dalla suocera alla futura nuora.

Se siete a Scanno, vi consiglio di andare alla Pasticceria Pan dell’Orso per assaggiare i dolci tipici e omonimi. Il Pan dell’Orso è un morbido dolce fatto di mandorle, miele e cioccolato. Può essere ricoperto di cioccolato bianco o di cioccolato nero.

pan dell'orso scanno

Roccascalegna, un borgo d’Abruzzo e la sua leggenda

Roccascalegna un borgo abruzzese che si trova circondato dai monti della Majella Orientale. Vi consiglio di visitarlo insieme a Fara di San Martino e alla sua Abbazia, in quanto si trovano a poco distanza.

Rispetto a Scanno, è molto più piccolo e la passeggiata tra le sue viuzze vi porterà via pochissimo tempo. Ma perché merita una visita anche questo paese durante un on the road in Abruzzo?

Potete visitare il suo Castello che sorge su uno sperone di roccia e vi offrirà una bellissima visuale su tutta la Majella. Il maniero medievale, costruito a scopo difensivo, è famoso per una leggenda misteriosa che lo accompagna.

Nel 1646 l’allora Barone di Roccascalegna, Corvo de Corvis, reintrodusse lo “ius primae noctis”.
Ogni donzella del suo regno che si sposava doveva passare la prima notte di nozze con lui, anziché con il suo novello marito! Purtroppo per lui però, il barone marpione trovò un marito un po’ troppo geloso che si travestì da donna e lo pugnalò!
Il barone morente lasciò la sua impronta insanguinata sulla roccia e si narra che, sebbene venga lavata, ritorni sempre!

castello roccascalegna abruzzo

Sono visitabili molte stanze del castello: non ci sono gli arredi originali ma ci sono gli strumenti di tortura!
Il biglietto intero costa 3€, mentre quello ridotto 2€ e fa parte dei I Luoghi del Cuore FAI!

Al termine della visita, mi sono fermata ad acquistare un pezzo di fiadone nella panetteria all’inizio del borgo. E’ un dolce a base di formaggio (spesso, ricotta), uova, zucchero e scorze di limone. E’ tipico della tradizione pasquale, ma io l’ho trovato anche in pieno agosto. Esiste sia la versione dolce che quella salata, può essere presentato a forma di “raviolo” oppure a torta da tagliare a fette (che è quella che ho assaggiato io!).

Gessopalena, il borgo abruzzese del gesso

Ammetto che a Gessopalena non c’è molto da vedere. Non vi aspettate edifici storici, ma ciò che colpisce di questo paese fantasma è il silenzio che rende tutto così irreale.

Quando abbiamo visitato il borgo antico, eravamo soli, la pace e il silenzio regnavano sovrani, il luccichio dei muri e la vista sulla Majella hanno reso l’atmosfera magica.

borgo abruzzo gessopalena
gessopalena abruzzo
gessopalena abruzzo via

Era una giornata leggermente nuvolosa, ma all’apparire del sole, i muri sembravano brillare. Infatti il paese abruzzese è anche chiamato “pietra lucente“.
Gessopalena, risalente all’epoca medievale, fu costruito su uno sperone gessoso ricco di cristalli di selenite che riflettono i raggi del sole! Il materiale di cui è fatto è stata la sua ricchezza in tempi antichi dando lavoro per molti secoli ai famosi gessaroli. Ma nel 1933, sebbene fosse già ferito dall’abbandonato dei suoi abitanti, un terremoto lo distrusse ancora di più.

Oltre al disastroso terremoto, Gessopalena non dimentica l’eccidio di Sant’Agata del ‘44, ad opera dei nazisti.

Guardiagriele, il borgo delle botteghe e delle sise

Anche Guardiagrele è un borgo dell’Abruzzo che si trova all’interno del Parco Nazionale della Majella e, come Scanno, è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Il centro del paese è tagliato esattamente a metà dalla strada principale. Percorrendola, arriverete al bianchissimo Duomo, costruito con la “pietra della Majella” ed è per questo che D’Annunzio lo definì “il borgo di pietra”. All’interno della Chiesa, troverete il Museo del Duomo, dove sono esposte opere orafe e di artigianato locale.

Il centro storico è costellato di tante botteghe artigiane, orafe, alimentari, di design.

Quali sono i prodotti tipici di Guardiagrele? Le sise delle monache, o chiamate anche “Tre Monti“.  E’ un dolce gigante a tre punte di pan di spagna farcito con crema pasticcera e ricoperto di abbondante zucchero a velo. Non lo troverete in nessun altro borgo abruzzese.

sise delle monache guardiagrele

Dove lo potete assaggiare? Emo Lullo e Palmerio sono le due antiche pasticcerie che producono questi super dolci, entrambi nella via principale.

Io ho assaggiato il dolce in entrambe le pasticcerie: siete curiosi di sapere qual è stato il mio preferito?

Navelli, il borgo dell’oro rosso

Lasciamo la Majella e ci avviciniamo al Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Navelli, in provincia de L’Aquila, é un borgo medievale dove abitano solo 510 abitanti e, anch’esso, fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

borgo abruzzo navelli
scalinata navelli
vista altopiano navelli

Il paese abruzzese, che sorge su una vasta piana, é in ricostruzione e porta i segni del terremoto e dello spopolamento subito negli anni.
Basta sbirciare attraverso la finestra di un edificio diroccato che é possibile vedere i soffitti crollati, reti di letti divelti e piante che, con il tempo, sono cresciute tra le macerie.

Nei dintorni, non perdetevi la chiesa tratturale di Santa Maria delle Grazie a Civitaretenga.

Nella Piana di Navelli, si coltiva lo zafferano che ha ricevuto il marchio DOP nel 2005. Oltre all’oro rosso, Navelli é famosa per coltivare i ceci, una particolare varietà piccola, ma molto saporita.

Capestrano, il borgo nella Valle del Tirino

Capestrano, anch’esso in provincia de L’Aquila, è situato nella Valle del Tirino. Poco più popolato rispetto a Navelli e visitarlo è come fare un salto nel passato.

Il Castello Piccolomini domina la piazza centrale del borgo. Come la maggior parte dei manieri italiani, fu costruito in epoca medievale a scopo difensivo e di controllo sulla transumanza.

Castello Piccolomini Capestrano borgo abruzzo
Castello Piccolomini Capestrano

Una volta entrati nel Castello, attraverserete il cortile interno dove è ospitato un pozzo risalente al 1400. Dirigendosi verso la facciata orientale e salendo sulla torre merlata di sinistra, attraverso una ripida scalinata, potrete scorgere la vasta vallata sottostante. Potrete osservare in lontananza le sorgenti del Tirino, potrete fare un salto nel passato ad immaginare una distesa di terre coltivabili, milioni di pastori e di animali transumanti che passavano ai piedi del Castello signorile sotto il loro controllo e potere.

Potresti visitare il borgo di Capestrano a bordo di un’ebike insieme ai ragazzi de Il Bosso: per maggiori informazioni visita il loro sito.

Se vi trovate in queste zone, non perderti le 5 esperienze da fare ai piedi del Gran Sasso.